Telecamere obbligatorie negli asili e nelle case di riposo

A fine Maggio 2019 è iniziato l'iter legislativo che porterà a regolamentare la questione delle telecamere obbligatorie all'interno di asili, case di riposo, e residenze sanitarie assistenziali.
Il Senato ha dato via libera al disegno di legge che renderà obbligatorio il sistema di video sorveglianza all'interno di strutture che si occupano di fasce più deboli come bambini, anziani e disabili.
L'emendamento inserito nel pacchetto sblocca-cantieri punta a prevenire situazioni di abusi e violenze in strutture educative e sanitarie.
Purtroppo non sono rari i fatti di cronaca che raccontano episodi di soprusi e angherie ai danni di persone che, per un motivo o per un altro, non possono difendersi.

Caratteristiche delle telecamere nei luoghi di assistenza

L'installazione di telecamere in questo tipo di strutture ha come scopo il mantenimento del benessere di bambini, anziani e disabili. I sistemi che possono essere installati a protezione delle strutture, devono rispondere a determinate caratteristiche:

  • le videocamere dovranno far parte di sistemi a circuito chiuso;
  • le immagini registrate saranno criptate e conservate per 6 mesi all'interno di un server posizionato nei locali dell'area messa sotto controllo;
  • intorno alla zona sorvegliata dovranno essere esposti dei cartelli indicanti la presenza delle telecamere;
  • le registrazioni saranno consultabili solo ed esclusivamente, dalle autorità preposte (e solo in caso di indagini su casi sospetti, contemplati dal codice penale)
  • resta escluso l'uso di "webcam".

Le telecamere sono a circuito chiuso

I sistemi di videosorveglianza, anche nel rispetto delle molteplici fonti normative che regolano la materia, dovranno essere a "circuito chiuso". Questo significa che trasmetteranno il segnale verso monitor e/o videoregistratori situati all'interno della struttura.
Il tipo di impianto di questo genere è usato come sistema di sicurezza passiva: registra continuamente quello che accade in una determinata area e, nel caso si dovessero ipotizzare incidenti o episodi di dubbia natura, le immagini registrate vengono vagliate dalle autorità per cercare di ricostruire i fatti.

Le immagini saranno criptate e conservate per 6 mesi

Registrare le immagini criptate direttamente all'interno della telecamera, fa sì che le si possa conservare per un tempo maggiore, cosa utile nel caso di denunce che possono avvenire a distanza di tempo. Quelle non criptate devono essere cancellate, per sovrascrittura e in automatico, dopo poco tempo. I dati cifrati ripresi dalle telecamere vengono trasmessi a un server interno che non è configurato per la connessione alla rete Internet. Per visualizzare le riprese del sistema di videosorveglianza serve una chiave di decriptazione che, in caso di necessità, viene richiesta direttamente dal Magistrato che si occupa dell'indagine.

Le telecamere diventeranno obbligatorie e dovranno essere segnalate

Il titolare della struttura in cui si dovranno installare le telecamere di videosorveglianza avrà l'obbligo di posizionare i cartelli di "Area videosorvegliata" per segnalare la presenza delle telecamere. Questo serve ad affrontare anche le specifiche dettate dalla normativa vigente in materia di privacy e protezione dei dati personali (in particolare, GDPR e D.Lgs n. 101 del 2018) segnalando a tutti gli interessati che si trovano in un'area videosorvegliata.

Solo le forze dell'ordine hanno accesso alle registrazioni

L'acquisizione delle immagini è permessa esclusivamente alle Autorità e, se necessario, diventerà una prova da utilizzare durante il procedimento penale. Questo mette al sicuro da un uso improprio delle immagini estrapolate dalle registrazioni.

Le webcam non sono autorizzate

Le webcam, il cui nome unisce i termini "web" (abbreviazione di World Wide Web) e "cam" (telecamera in inglese) sono escluse dal disegno votato al Senato a Maggio. La webcam è infatti una sorta di telecamera che, contrariamente alle altre, non dispone di un proprio sistema di memorizzazione video. La sua caratteristica principale è quella di trasmettere le immagini, in diretta, attraverso un'interfaccia collegabile a un computer tramite USB o Ethernet. Il suo utilizzo consentirebbe di visualizzare immagini con una modalità non prevista dal disegno di legge approvato: i sistemi di controllo a distanza sono ritenuti illeciti.

Come preparare operatori e utenti all'arrivo delle telecamere obbligatorie

Come in tutte le situazioni, ci vorranno un po' di mesi di assestamento per installare le telecamere e... per permettere ad insegnanti, educatori e operatori socio assistenziali di abituarsi alla loro presenza. Bisogna comunque trattare correttamente i dati personali dei dipendenti delle strutture e prepararli a questo cambiamento.

  • Prima dell'installazione delle telecamere dovrà essere stipulato un accordo collettivo con tutti i lavoratori;
  • non devono venir meno i princìpi legati al trattamento dei dati personali e alla protezione delle informazioni;
  • si deve fare formazione per mettere i dipendenti, o almeno alcuni di loro, nella condizione di saper gestire le registrazioni e la loro archiviazione.

Tra operatori e struttura deve esserci chiarezza

I sistemi possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale, come si nota nella legge n° 300 pubblicata nel 1970 sulla Gazzetta Ufficiale (fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in Italia), ma non devono servire ad un mero controllo a distanza dei lavoratori, che sappiamo essere illecito.

Le "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori", e nello specifico l'uso di sistemi audiovisivi sul posto di lavoro, sono state trattate già più di 30 anni fa e, con gli eventuali dovuti accorgimenti, devono continuare ad essere rispettate.

Telecamere obbligatorie, privacy e sicurezza sul lavoro

Le immagini registrate si può dire che non le vedrà praticamente nessuno. Questo perché la registrazione è regolamentata da un sistema a circuito chiuso e l'eventuale visione delle immagini sarà possibile solo su richiesta del Magistrato, salvo casi particolari (in carico alle Forze dell'Ordine). La legittimità di questa tecnologia, se applicata con rigore, non dovrebbe dare adito a dubbi riguardanti la privacy degli operatori coinvolti.

Gestione e archiviazione dei dati registrati

Su questo punto ci sono ancora alcune perplessità. L'emendamento ha affrontato un problema molto sentito e ha stanziato dei fondi per risolverlo ma non è ancora chiaro chi se ne occuperà all'atto pratico. Sarà necessario formare del personale a cui delegare le gestione delle telecamere di sicurezza?
Se ne occuperanno professionisti esterni certificati?
Ci sono alcune problematiche connesse alle installazioni (dalla formazione del personale a chi potrà vedere le registrazioni) che speriamo vengano affrontate al più presto dalla Commissione Affari Costituzionali.

Fondi e costi di installazione per le telecamere obbligatorie dal 2020

Il disegno di legge, che sta iniziando a lavorare per rendere le telecamere obbligatorie negli asili, nei centri assistenziali e nelle case di cura, pone i titolari diretti interessati davanti ad una domanda: chi sostiene le spese di installazione delle telecamere e di tutto ciò che è necessario per risultare "a norma"?
Il Ministero dell'Interno ha stanziato 5 milioni di Euro per il 2019 e 15 milioni per ognuno dei cinque anni a venire. Queste cifre, già accantonate, saranno di aiuto per far sì che i Comuni installino, in tutte le aule delle scuole per l'infanzia, i necessari sistemi di videosorveglianza e le apparecchiature che serviranno a salvare le riprese.
La stessa cifra è stata pensata anche per coprire le esigenze delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità.

Noi di CMC restiamo in ascolto per capire se ci sono aggiornamenti sull'emendamento e sapremo farci trovare pronti da chi ha bisogno di installare, nell'asilo o nel centro di assistenza ad anziani e disabili di cui è responsabile, le telecamere che dovrebbero diventare obbligatorie dal 2020. Contattaci per un sopralluogo gratuito.
Mettiamo a norma asili o centri di assistenza per anziani e disabili. Dal 2020 avranno le telecamere obbligatorie.